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Image Che cosa sono le altcoin? Il panorama oltre Bitcoin

Che cosa sono le altcoin? Il panorama oltre Bitcoin

Timer16 minuti di lettura

  • Finanza
  • Altcoins

Nonostante Bitcoin (BTC) sia la criptovaluta originale, è importante non sottovalutare le altcoin. Sebbene non possano vantare la stessa longevità e capitalizzazione di mercato, molti dei protocolli e delle applicazioni che emettono questi token sono i motori dell’innovazione che sta aiutando la tecnologia blockchain a imporsi come una potenziale base per la prossima versione del web. Questo articolo illustra in che modo le altcoin si differenziano da BTC e che ruolo rivestono in un portafoglio di criptovalute.

Che cos’è esattamente una altcoin?

In termini semplici, si tratta di ogni criptovaluta che non sia BTC. Tuttavia, utilizzare “altcoin” come termine ombrello può essere fuorviante, perché l’universo è vasto. A un estremo troviamo i token nativi emessi da protocolli che forniscono l’infrastruttura per una nuova economia digitale, come Ethereum, Solana e Avalanche, e applicazioni decentralizzate (dApp) che rivoluzionano la finanza tradizionale (TradFi). All’interno di questo articolo esploreremo diversi tra questi casi d’uso. All’altro estremo troviamo criptovalute con un’utilità minore, come le memecoin, token ispirati ai meme di internet (un cane giapponese di nome Kabosu, nel caso di DOGE).

Dal punto di vista degli investimenti, le altcoin possono aiutare a diversificare il portafoglio grazie alla loro capacità di integrare BTC invece di competere con esso. I progetti più recenti ricordano delle startup perché comportano rischi e ricompense elevati. I fondi vengono raccolti tramite la vendita dei loro token nativi attraverso la versione cripto di una IPO, aprendo questa opportunità anche ai piccoli investitori, a differenza del private equity. I progetti collaudati, come Ethereum, hanno più in comune con le azioni a bassa capitalizzazione, che possono essere volatili ma offrono un notevole potenziale di rialzo (come Netflix nei primi anni 2000).

Alcuni degli attori più importanti dell’industria finanziaria stanno sperimentando la tecnologia blockchain per testarne il potenziale di efficienza. BlackRock ha lanciato il suo primo fondo monetario tokenizzato, BUIDL, su Ethereum a marzo 2024, e i suoi asset in gestione sono cresciuti fino a 2,8 miliardi di dollari a ottobre 2025. Di recente Société Générale ha utilizzato Ethereum e Solana per emettere la propria stablecoin, USDCV.

In che modo le altcoin si differenziano rispetto a BTC?

Trattandosi della criptovaluta originale, BTC è il parametro di riferimento con cui gli investitori analizzano gli altri token, quindi è utile comprenderne le differenze.

Satoshi Nakamoto, pseudonimo del fondatore di Bitcoin, ha progettato BTC come mezzo di scambio, con un’infrastruttura sottostante adeguata. Il sistema è fortemente decentralizzato – migliaia di computer, noti come node, eseguono il software alla base di BTC – e il meccanismo di consenso che permette all’intera rete di essere d’accordo sulla registrazione delle transazioni aumenta la sicurezza rendendo gli attacchi proibitivamente costosi. Tuttavia, con la sua maturazione, BTC si è guadagnato la reputazione di oro digitale a causa della sua offerta limitata (21 milioni di unità, per l’esattezza). Alcune persone ritengono che, vista la sua portabilità, potrebbe fungere da riserva di valore, sebbene il suo prezzo rimanga volatile.

Le altcoin, al contrario, rispondono a una gamma molto più ampia di casi d’uso. Questi sono resi possibili dagli smart contract, accordi che vengono eseguiti in maniera automatica al verificarsi di determinate condizioni, un concetto introdotto da Ethereum nel 2015. Gli smart contract eliminano la necessità di intermediari nelle transazioni e, per questo, vengono spesso paragonati ai distributori automatici: si effettua un pagamento e, in cambio, la macchina eroga una barretta di cioccolato o una bottiglia d’acqua. Non sono necessarie interazioni umane.

Un’altra importante differenza tra BTC e le altcoin riguarda il finanziamento. BTC è stato inizialmente finanziato dalla fiorente comunità cripto, anche se negli ultimi cinque anni circa speculatori e investitori istituzionali hanno contribuito alla sua crescita. Molte altcoin, al contrario, sono emesse da aziende e fondazioni sostenute da entità come società di venture capital (VC).

Prima di procedere, un avvertimento: è importante fare attenzione a qualsiasi altcoin che affermi di essere migliore di BTC. Basta chiederlo alle vittime della famigerata “cryptoqueen” Ruja Ignatova, che ha lanciato OneCoin nel 2014.

“Tra due anni, nessuno parlerà più di bitcoin!”, aveva affermato al pubblico della Wembley Arena di Londra nel 2016. Ignatova è scomparsa un anno dopo, lasciando gli investitori con miliardi di dollari di perdite.

L’opportunità di investire in altcoin

Ora che ne abbiamo compreso l’utilità più ampia, analizziamo alcuni dei progetti che stanno guidando la nuova economia digitale.

Piattaforme di smart contract: sebbene sia stato Ethereum a introdurre gli smart contract, molti altri protocolli lo hanno seguito, tra cui Solana e Avalanche. Oltre ai casi d’uso indicati a seguire, le piattaforme di smart contract forniscono l’infrastruttura per i token non fungibili, che rappresentano un oggetto specifico come un’opera d’arte, e la tokenization degli asset reali.

Stablecoin: le stablecoin sono una delle killer app della tecnologia blockchain, che sfrutta la velocità, le commissioni ridotte e l’inclusività delle criptovalute per rendere più economiche le transazioni internazionali e offrire prodotti di risparmio ai cittadini dei Paesi in via di sviluppo. Le principali monete per capitalizzazione di mercato sono USDT e USDC, garantite da dollari e asset denominati in dollari.

Finanza decentralizzata (DeFi): le applicazioni DeFi stanno rivoluzionando la TradFi abbassando i costi grazie alla possibilità di effettuare transazioni dirette tra le parti e riducendo le barriere ai servizi finanziari, ad esempio per le persone prive di un documento d’identità ufficiale. Le piattaforme come Aave e Pendle offrono servizi di prestito, mentre Uniswap è un famoso exchange decentralizzato di criptovalute.

Pagamenti: una delle criptovalute originali, Litecoin, è stata costruita sull’architettura di Bitcoin con l’obiettivo di risolvere alcune delle limitazioni come mezzo di scambio del suo predecessore, in particolare la scalabilità. Un aggiornamento del 2022, che portava il nome di un incantesimo di Harry Potter, ha affrontato anche le problematiche relative alla privacy. Ripple, un altro dei primi progetti cripto, è stato sviluppato per competere con la rete di pagamento globale SWIFT, che elabora transazioni per migliaia di miliardi di dollari ogni giorno.

Memecoin: sebbene la loro utilità sia discutibile, le memecoin creano un senso di comunità all’interno dell’ecosistema delle criptovalute. I detentori di DOGE, per esempio, hanno raccolto fondi per diverse cause, come i pozzi per l’acqua in Kenya. Inoltre, nonostante il soprannome di “shitcoin” dato loro principalmente dai massimalisti di BTC , le memecoin hanno raggiunto una capitalizzazione di mercato di 57 miliardi di dollari (a ottobre 2025).

I rischi di investire in altcoin

Prima di aggiungere altcoin al proprio portafoglio, è ovviamente importante comprenderne i rischi. Sebbene BTC sia considerato volatile, i prezzi delle altcoin tendono a fluttuare maggiormente a causa di capitalizzazione di mercato e liquidity inferiori. Durante la liquidazione di massa delle posizioni a ottobre 2025, a seguito della minaccia di una nuova guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, secondo Reuters BTC è sceso del 14%, mentre il protocollo Avalanche è crollato del 70%. Tuttavia, Ethereum si è comportato in maniera simile a BTC (perdendo il 12%), il che spiega perché CoinShares non sia molto incline a classificarlo come altcoin.

Le altcoin, inoltre, comportano un rischio di fallimento maggiore di BTC a causa della loro natura speculativa. Oltre il 50% delle monete disponibili su CoinGecko dal 2021, quasi sette milioni, sono scomparse. Alcuni progetti sono falliti (come le startup in fase iniziale), ma altri sono stati lanciati unicamente per estorcere denaro a ignare VC e piccoli investitori.       

Un altro importante rischio è rappresentato dal panorama normativo delle criptovalute, incoerente e in costante evoluzione, che crea incertezza per gli investitori. La Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti, per esempio, classifica BTC, ETH e Litecoin come materie prime, ma la Securities and Exchange Commission ha solo di recente ritirato le accuse di lunga data contro gli exchange di criptovalute Binance e Coinbase di sostenere diverse monete che, secondo l’ente, avrebbero dovuto essere registrate come security token. Nel frattempo, il regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA) dell’Unione Europea classifica BTC e altcoin come “cripto-asset”.

Le dApp, infine, sono soggette a interruzioni e violazioni. Le blockchain TON (sei ore) e Polygon (un’ora) hanno avuto periodi di inattività nell’estate del 2025, mentre Venus Protocol, un’importante piattaforma eseguita sulla catena BNB, ha perso 27 milioni di dollari a inizio settembre dopo che degli hacker ne hanno compromesso uno smart contract.

Conclusione: il termine “altcoin” non rende giustizia alla categoria

Mettiamolo in chiaro: non ci sarà un altro Bitcoin, ma l’universo delle altcoin è ampio. Alcuni di questi token potrebbero diventare l’infrastruttura per il sistema finanziario di domani, pertanto è importante effettuare ricerche approfondite e distinguere tra token che forniscono infrastrutture e servizi essenziali e quelli di natura più speculativa.

Scritto da
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CoinShares
Pubblicato il04 Nov 2025

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