
Aggiornamento di Mercato - 18 settembre 2026
2 minuti di lettura
- Dati
Le prospettive per le crypto sono peggiorate nel corso dell'ultima settimana, con due principali venti contrari che ora limitano la possibilità di un breakout significativo del prezzo del bitcoin: la battuta d'arresto subita dal CLARITY Act e una Federal Reserve più restrittiva. Nessuno dei due elementi modifica la tesi di lungo periodo, ma entrambi spostano più avanti nel tempo l'orizzonte di una ripresa più solida.
L'ultimo messaggio della Fed è stato decisamente restrittivo. L'inflazione resta troppo elevata e i progressi verso l'obiettivo del 2% non sono stati sufficienti, mentre i responsabili delle politiche continuano a descrivere l'economia e il mercato del lavoro come relativamente solidi. La sorpresa più rilevante non è stata il rialzo dei tassi in sé, già atteso, bensì l'eliminazione dell'allentamento previsto fino al 2027 nel dot plot. Ciò sostiene il dollaro e i rendimenti a breve termine, e ritarda il ritorno delle condizioni di liquidità a cui il bitcoin tipicamente reagisce positivamente. Con l'Iran che continua a contribuire in modo rilevante all'inflazione attraverso il rincaro dell'energia, un ulteriore rialzo dei tassi entro la fine dell'anno appare ora sempre più plausibile.
Questo crea un contesto complicato per il bitcoin verso la fine dell'anno. A nostro avviso, una rottura decisiva oltre gli 80.000 USD è improbabile senza un miglioramento significativo delle prospettive di inflazione, oppure un cambiamento rilevante nelle aspettative di politica monetaria. Il conflitto in Iran resta centrale in tal senso. In assenza di una risoluzione, i prezzi del petrolio dovrebbero continuare a rappresentare una pressione inflazionistica, lasciando alla Fed pochi incentivi ad ammorbidire la propria posizione. Ciò lascia il bitcoin esposto a un contesto di liquidità sfavorevole, anche se la sua tesi monetaria di lungo periodo resta intatta.
Anche il CLARITY Act ha subito una battuta d'arresto rilevante. Il principale punto di stallo resta la componente etica, con preoccupazioni da entrambe le parti riguardo alle disposizioni relative ai politici e alla loro possibilità di trarre profitto da iniziative legate alle crypto. Non condividiamo l'idea secondo cui un fallimento quest'anno significhi che la normativa scomparirà fino al 2030. Il disegno di legge mantiene una rilevanza bipartisan poiché resta importante per le stablecoin, e gli emittenti di stablecoin stanno diventando acquirenti marginali sempre più significativi del debito pubblico statunitense, in un momento in cui i rendimenti dei Treasury restano elevati. Una versione rivista potrebbe quindi tornare in tempi relativamente brevi, potenzialmente già all'inizio del prossimo anno.
L'impatto risulta inoltre disomogeneo all'interno del mondo crypto. Il bitcoin è relativamente protetto, poiché il suo status normativo è già più chiaro. Ethereum e gli altri altcoin risultano più esposti, in particolare perché gran parte dell'infrastruttura di pagamento in stablecoin poggia su Ethereum e reti simili. L'impossibilità di distribuire rendimento riduce inoltre l'attrattiva commerciale per banche e altre istituzioni finanziarie, una delle ragioni per cui il tema ha incontrato una resistenza così forte da parte della finanza tradizionale.
La nota positiva resta il mercato obbligazionario statunitense. I rendimenti dei Treasury sono già su livelli storicamente elevati, e i tentativi del Tesoro di ridurre i rendimenti a lungo termine tramite acquisti limitati hanno finora avuto scarso impatto. Se l'incertezza politica dovesse aumentare e i rendimenti salire ulteriormente, potrebbe crescere la pressione per una risposta politica molto più aggressiva. Ciò creerebbe un compromesso scomodo per i responsabili delle politiche: tassi più elevati rischiano di aggravare il peso del debito pubblico, mentre un intervento aggressivo rischia di aggiungere ulteriore pressione inflazionistica. In uno scenario estremo, una risposta di liquidità più decisa da parte delle autorità potrebbe diventare un potente catalizzatore sia per l'oro sia per il bitcoin. Continuiamo a considerarlo un rischio di coda piuttosto che lo scenario di base, ma resta una delle vie più chiare verso un significativo breakout al rialzo.
Per ora, il quadro resta relativamente contenuto. Una politica monetaria restrittiva e il rinvio del CLARITY Act depongono entrambi contro un importante breakout nel breve termine, con la pressione più forte destinata a rimanere sugli altcoin. Il contesto normativo e monetario di lungo periodo resta costruttivo, ma i tempi si sono chiaramente allungati.
Pubblicato ilSet 18th, 2026