
Aggiornamento di Mercato - 11 settembre 2026
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- Dati
Un'inflazione persistente limita il potenziale di rialzo di Bitcoin, ma cresce la pressione sul mercato dei Treasury
L'ultimo dato sull'inflazione non ha giovato a Bitcoin. L'inflazione complessiva è risultata sostanzialmente in linea con le attese, mentre quella di fondo si è rivelata leggermente più solida del previsto. Anziché offrire alla Federal Reserve maggiore spazio per allentare la politica monetaria, i dati aumentano la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre e rafforzano il rischio che l'orientamento resti restrittivo più a lungo. Per Bitcoin è un freno immediato, soprattutto dopo che il mercato aveva individuato in un'inflazione più contenuta uno dei possibili catalizzatori per un superamento duraturo degli 80.000 dollari.
Il deterioramento del clima di mercato si legge nei flussi. Dopo circa 1,3 miliardi di dollari di afflussi verso i prodotti d'investimento in asset digitali la scorsa settimana, questa settimana registra finora 243 milioni di dollari di deflussi. In assenza di un catalizzatore accomodante sul fronte dell'inflazione, il potenziale di rialzo di Bitcoin nel breve termine potrebbe restare limitato. Un movimento più convincente oltre gli 80.000 dollari richiederà probabilmente dati economici più deboli, una svolta più accomodante della Fed o un altro catalizzatore di politica economica.
Quel catalizzatore potrebbe arrivare, in ultima analisi, dal Tesoro statunitense. Il programma ampliato di riacquisto di titoli non è finora riuscito a comprimere in misura significativa i rendimenti a lungo termine, nonostante acquisti più consistenti sul tratto lungo della curva. Sebbene il programma possa sostenere la liquidità, la sua incapacità di ridurre il costo del debito segnala l'ampiezza delle tensioni di fondo sul mercato dei Treasury. Timori sui conti pubblici, inflazione elevata e un premio a termine ostinatamente alto continuano a prevalere sull'effetto degli acquisti.
Paradossalmente, riteniamo che proprio questo insuccesso possa rivelarsi sempre più favorevole a Bitcoin nel lungo periodo. Se i rendimenti a lungo termine restassero scomodamente alti nonostante il programma in corso, crescerebbe la pressione sul segretario al Tesoro Scott Bessent perché intervenga con maggiore decisione, anche perché il rialzo dei prezzi del petrolio sembra ormai metterlo alle strette. Aumenta così il rischio di un programma di acquisti ben più ampio, in stile «bazooka», pensato per esercitare una spinta al ribasso più forte sui rendimenti.
Un'escalation di questo tipo rafforzerebbe probabilmente la narrativa dello svilimento monetario che nelle ultime settimane ha sostenuto sia Bitcoin sia l'oro. Un intervento più massiccio del Tesoro, soprattutto se non accompagnato da un miglioramento delle prospettive di bilancio, potrebbe essere interpretato come un tentativo sempre più esplicito di comprimere il costo del debito. Questo amplificherebbe i timori sulla dominanza fiscale, sulla sostenibilità del debito e sul potere d'acquisto del dollaro nel lungo periodo.
Pubblicato ilSet 11th, 2026